pittori
WASCHIMPS ELIO
WASCHIMPS ELIO Napoli, 1932

"È difficile parlare di un amico. E verso Elio Waschimps questo sentimento di amicizia incarna l'autentico senso e significato fuori di ogni genericità e retorica. I legami famigliari sono la vera stupidaggine della vita perché creano affettività imposte ma non scelte, non elaborate, non mature dai riscontri. L'amicizia, invece, cresce e, naturalmente, si evolve, si consolida, cresce e, naturalmente, si sedimenta e ti entra dovunque: l'amico fa parte del quadro di riferimento della tua vita, anche se non lo vedi per giorni o gli parli solo al telefono per qualche minuto.  
 Elio ama guazzare nell'animalità materia ed è lontano un miglio da qualsiasi tentazione decorativa.
 Il lavoro di Elio è di quelli che fa porre domande come: "che cosa c'è dietro il gioco" o, forse, perché questo gioco che diventa il suo contrario, diventa un'invettiva contro la società che azzera le persone, si trasforma in un'area di senso il cui significato è il contrario di ciò che si mostra e anche un'autoironia che nell'arte è tutto. E 1quindi c'è il gioco che non è gioco, bambine che non sono bambine colori che sembrano emersi e resi puliti da un miracolo, allusioni all'insopportabile alienazione che ha distrutto ogni libertà e ci ha legati al mondano, al consumismo, alle nevrosi quotidiane, alle regole calate dall'alto, ai tabù, alla schiavitù dei gesti ripetuti fino alla noia esistenziale fino alla dannazione, fino alla iattura di non saper uscire da se stessi con gesti violenti che ormai dovremmo agire ogni giorno, ogni momento, ogni minuto. Le bambine di Elio, giocano: ripetono la Settimana e perciò si distruggono, si ossessionano e quindi invecchiano, si alienano, si erodono e si corrodono, si scarnificano, si fantasmizzano. Molti hanno angoscia guardando le bambine e giochi perché pochi sopportano di leggere il linguaggio dei mostri che ci portiamo nell'inconscio: i mostri della nostra mancanza d'identità, delle nostre paure, dell'impotenza e dell'assenza di ogni progetto di vita, l'incapacità di svegliarci e chiedere perché siamo al mondo e qual è il diritto che abbiamo di esserci.
 Ogni altra parola suonerebbe ormai di troppo, col rischio di stonatura. Sono convinto che l'arte non si possa descrivere e che, al pari dell'amore, dell'amicizia e dell'esperienza, si possa solo viverla". (Corrado Piancastelli)    



Elio Waschimps è nato a Napoli nel 1932. Compie studi classici accostandosi in seguito alla pittura sotto la guida dell'amico Raffaele Lippi. Nel 1953 viene allestita la sua prima mostra personale alla galleria Blu di Prussia di Napoli. Le collettive cui partecipa lo vedono al fianco di artisti napoletani impegnati come lui a proseguire e rinvigorire il filone figurativo; tra le più significative in questo senso sono da ricordare quelle del '53 e del '54 alla galleria Medea, quella del '55 alla galleria La Mansarde con Lippi, De Stefano e Pane e, sempre dello stesso anno, quello alla galleria San Carlo. In questo primo periodo di attività Waschimps, pur non distaccandosi dalla forte tradizione del naturalismo napoletano, mostra di voler abbandonare i dati iniziali, accentuando la densità della materia pittorica e adottando un cromatismo più cupo e allucinato. Ciò pare evidente nelle opere presentate alla personale del '57 tenutasi ancora una volta alla Medea di Napoli: pur trattandosi di" nature morte", "paesaggi" e "ritratti", esse sono costruite esclusivamente su un colore denso ed esplorato nelle tonalità più cupe il cui scopo sembra essere la ricerca di un'energica carica espressiva poco incline ai piacevoli effetti di superficie. Il primo importante riconoscimento a livello internazionale giunge nel 1959 alla X Mostra Nazionale Golfo della Spezia. Le opere presenti alla mostra Giovani Artisti Italiani tenutasi a Napoli nel 1961, mostrano infatti la rottura degli ultimi schemi figurativi a favore di un'indagine condotta sulla stessa materia pittorica, vicina per molti versi, all'espressionismo astratto. Il 1962 è per Waschimps un anno connotato da una rilevante fortuna critica: riceve a Napoli l'importante premio Mancini, a Roma il premio Ministero della Pubblica Istruzione; è inoltre segnalato al X Premio Genezzano. Tra le partecipazioni di rilievo sono da ricordare anche quella al XVI Premio Michetti e la collettiva organizzata dalla galleria il Centro di Napoli. NeI 1964 a Franca Villa a Mare vince, nell'ambito del XVIII premio Michetti, il Premio Cassa Province Lombarde. Gli sviluppi successivi dell'opera di Waschimps approfondiranno la componente astratta di questi anni: dalle macroscopiche nature morte ci si rende conto del vero fondamento di essa. ("Periferie" - Istituto scolastico Giulio Rodinò - Ed. Il Laboratorio, Nola 2004)

(fonte: www.marcianoarte.it)