pittori
FILOSA FRANCESCO
FRANCESCO FILOSA
(Castellammare di Stabia, 1910 - 1990)

È un pittore di ispirazione semplice, evidente, spesso sentimentale, che ha saputo guardare la pittura dell'Ottocento napoletano, con l'occhio dell'uomo di oggi. Artista di consumata esperienza ha lavorato anche in alcune chiese monumentali con la raffigurazione di scene sacre, non indulge a formalismi bizzarri e stravaganti, non cede a fronzoli, a sottintesi velleitari, a concessioni saltuarie e momentanee, ma si concede una pittura scarna, sostanziale, fondata sulla sufficienza del sentimento e diventa per mezzo dell'esercizio forte insieme e delicata, ricca di una sua particolare sintassi espressiva. Iniziò ufficialmente il suo esordio nel 1934, partecipando a quella rassegna d'arte insieme a molti artisti di varie regioni. Da quella data, per l'Artista la pittura è diventato una sorte di fobia, un assillo continuo, giornaliero, quasi patologico.
La pittura del Filosa, pur rientrando in quella della tradizione ottocentesca napoletana
che ha esercitato direttamente o indirettamente grande influenza sugli artisti, si distaccava alquanto da essa muovendosi alla ricerca di una sua personale espressione più sentitamente aggiornata, anche se non chiaramente definita. Vediamo cosi che l'Artista, alla franchezza e alla probità del mestiere, unisce qualità di colorista vivace, di resa immediata e sicura della realtà osservata con sagacia e un effusivo e cordiale sentimento della natura. In particolare il Filosa ha conservato quasi costantemente una tavolozza sobria e austera, con largo uso di una pennellata spessa e vigorosa, privilegiando il colore delle terre che, mentre fanno da sfondo e Chiudono lo schema compositivo dell'opera, nel contempo le danno un tono quasi aulico, severo, da galleria (Antonio Ziino).

(fonte: www.marcianoarte.it)