| CERQUA LUIGI |
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LUIGI CERQUA Da tempo, una critica di alto profilo ha individuato i caratteri essenziali della pittura di Luigi Cerqua: una severità d'impasto, un costante vigore di timbri e la essenzialità dei segni. Le buone qualità cioè di una pittura moderna, intelligente, originale e leggibile ma mai leziosa. Con queste caratteristiche è appieno evidente che anche i modelli scontati: le vedute di mare, i noti paesaggi del sud, gli esterni affollati di figure in movimento, la vita nei porticciuoli, l'imponenza delle darsene acquistano una dimensione artistica rispettabile. In questa pittura vibra non solo un colore vivo fatto di rossi intensi, di neri, di verdi squillanti ma anche un disegno tormentato, quasi aggressivo, teso e, quindi, non vittima di preziosismi. Luigi Cerqua è un pittore che, ad una tavolozza originale, unisce impulsi emotivi sinceri e profondi che poi esplodono nel suo ricco patrimonio cromatico. In questa pittura, che pure nasce a Napoli, non c'è alcunché della città: non ci sono toni vellutati, morbidi, dolciastri, propri del vedutismo partenopeo; piuttosto colori poderosi assemblati con grande sicurezza e determinazione. La parte preminente di questa tavolozza è costituita da neri - e si sa quanto "coraggio" occorre per utilizzarli - e rossi di fuoco per dare vita a scene di presa immediata e duratura. In questa pittura c'è anche l'impronta della grande scuola francese dei fauves decisa e severa e se il pittore avesse raggiunto altri lidi certamente i riconoscimenti alla sua arte sarebbero stati di ben altro spessore. Questa è una pittura che meriterebbe di essere fruita da una platea di estimatori sempre più vasta ma il pittore si offre con misure ed espone - ed i successi sinceri non mancano - solo quando la "produzione" artistica è totalmente aderente alla propria tensione. Non un atteggiamento superbo, quindi, ma nobilmente consapevole di voler restare fedele ad un'arte che nasce dall'intimo e non da necessità d'ordine materiale. E questo è un gran segno per un artista. Cerqua, una pittura decisa e originale a cura di Raffaele Ricciardi Occorre essere dotati di una forte carica emotiva a inondare la tavolozza e la tela di neri, di rossi, di blu profondi; occorre essere sostenuti da una tenace tensione per non cedere alla morbidezza coloristica dei toni teneri re spesso ruffiani; occorre imporre il coraggio di una ricerca rigorosa sostenuta da segni decisi, rapidi e da colori poderosi; occorre insomma fare pittura non per l'immediato gradimento dell'osservatore ma per offrire un sincero impegno di interpretazione artistica. Quella di Luigi Cerqua appartiene a questo indirizzo ricco di letture sinteticamente leggibili nelle scansioni tonali e segniche e vivo di soggettive interpretazioni del reale tratto con sicura rapidità. Queste tele ti sorprendono per l'istintiva esplosione coloristica, come detto, nella gamma cromatica di neri, rossi, blu e di qualche verde e c'è l'immediata affermazione del colore che sovrasta il disegno che sembra abbozzato ma che invece è compiuto per illustrare l'insieme: colori accostati con mano decisa che offrono armonia anche nelle dissonanze veloci. E' stato certamente il Fauvismo l a"stella cometa" che ha guidato il cammino dell'artista e cioè la libera sperimentazione del colore e del segno diretta al massimo della concisione. Sulle tele di Cerqua non osservi perciò quei toni chiaroscurali che aiutano ad ammorbidire ogni figurazione ma l'immediata corresponsione tra il suo stato emotivo e la composizione: un rapido unicuum aggressivo che si "abbatte" sulla tela senza ripensamenti o ristagni. Il pittore ama poco gli impasti preferendo usare i colori puri per ottenere reazioni più decise e quindi più aderenti al suo discorso interpretativo: colori perciò legati alla immaginazione più che alla realtà che lo circonda. La resa dell'opera quindi è affidata alla potenza del colore che così assume una propria autonomia nei confronti del disegno che però sempre riconosci nella sintetica corrispondenza figurativa della realtà. Cerqua, oltre che in ambienti di festa, tra figure di donne, fra strade affollate di gente, fa vivere speso il suo mondo pittorico in una impaginazione marinara: non cieli tersi, però, non mare di cobalto ma vecchie cale, capannoni deserti, pescherecci neri di pece, darsene quasi spettrali nella caligine, mercantili aggrediti dalla ruggine, sagome di barconi abbandonati sulla rena, velami stinti, legnami anneriti ed i timbri aderiscono a questa sofferta realtà lontana da ogni piacevolezza descrittiva. Una pittura, quella di Luigi Cerqua, interessante originale, ricca di una intelligente interpretazione ancora più impegnata perché contro ogni corrente fatta di facile seduzione visiva o di scaltro e fugace sperimentalismo. (fonte: www.marcianoarte.it) |


