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« on: Marzo 11, 2010, 03:51:01 » |
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Patrimonio bibliografico italiano on line? Yes, Google can!
Siglato l'accordo tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali italiano e la multinazionale statunitense del web Google per la digitalizzazione del patrimonio bibliografico italiano.
Dopo le numerose proteste e ricorsi dell'AIE (Associazione Italiana Editori) e, successivamente della FEP (Federazione degli Editori Europei), si è raggiunto un accordo che pare mettere daccordo le parti. Le prime biblioteche italiane ad aderire al progetto saranno le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze che metteranno a disposizione di Google innanzitutto i testi scientifici del Settecento, per proseguire, entro i prossimi due anni al completamento della digitalizzazione delle opere scelte.
Dei costi di digitalizzazione e della creazione del centro di digitalizzazione italiano si farà carico Google che, inoltre, fornirà alle biblioteche copie digitali dei libri spendibili su altre piattaforme virtuali.
Alto l'entusiasmo di Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Nikesh Arora, President Global Sales Operations & Business Development di Google, Mario Resca, Direttore Generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale e Carlo D’Asaro Biondo, italiano e Vice President Google Southern & Eastern Europe, Middle East & Africa.
Secondo loro, questa monumentale operazione andrà a vantaggio non solo dei fruitori della cultura che, da ogni parte del mondo, potranno accedere ad opere altrimenti recluse nelle biblioteche. Infatti, a trarne beneficio sarà la cultura stessa che, oltre ad essere divulgata in maniera massiccia, sarà preservata dall'usura del tempo e dagli agenti atmosferici che potrebbero causare il deperimento dei supporti cartacei.
Non si placano, però, le polemiche: ancora secondo la FEP, consegnare i patrimoni bibliografici europei nelle mani di un unica azienda rischia di portare verso il monopolio, oltre che costituire una minaccia per il diritto d'autore. Inoltre, la federazione teme scelte tecnologiche inadeguate. Per questi motivi, sin dallo scorso anno, è stato a più riprese proposto il progetto ARROW come alternativa a Google Books, proprio a supporto della digitalizzazione dei dati senza violare il diritto d'autore.
I ricorsi della FEP non sono comunque stati accettati e il progetto Google ha avuto la meglio: una consolazione per gli editori resta la garanzia che ad essere digitalizzate saranno esclusivamente opere non più coperte da copyright.
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