| L'oscuro fiore dell'arte |
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L'oscuro fiore dell'arte Conversazioni con Enzo Rega e Pasquale Gerardo Santella Autore: Prisco De Vivo 2006 Editore: Il Laboratorio/le edizioni Prezzo € 14,00 Presentato da Vincenzo M. Frungillo, "L'oscuro fiore dell'arte" ci viene proposto come un dialogo a tre voci: quella di Prisco De Vivo, l'artista in questione, e quelle di G. P.Santella ed E. Rega, due intellettuali della terra vesuviana come lui stesso.Il libro mette in evidenza l' "inattualità" della dimensione esistenzialista di De Vivo e della sua poetica marcatamente espressionista sia nella restituzione grafico-pittorica, che in quella di pensiero( lui stesso si definisce un retro-avanguardista), resa attuale nel suo sforzo di ricerca di verità che lo induce ad indagare e recuperare nel contemporaneo la funzione sacrale dell'arte. Il tutto viene narrato attraverso due lunghe interviste una di Gerardo Pasquale Santella, intellettuale di grande esperienza, freddo, distaccato ed allo stesso tempo profondo e rigoroso nella gestione dei fenomeni culturali, forse in antitesi con il pensiero dell'artista; l'altra di Enzo Rega, intellettuale di primo piano, marcato esistenzialista e quindi in linea con la poetica di Prisco De Vivo. Il suo lavoro di artista è orientato sempre alla ricerca del dolore, del cupo, dell'angosciante, del tenebroso, delle cattiverie umane, nella consapevolezza di un riscatto, da parte dell'essere umano, che forse mai ci sarà. Il mezzo espressivo, veicolato ostinatamente attraverso la figura umana , è riconducibile al più classico dei linguaggi pittorici dove segno, luce e colore s'intrecciano per restituire alla fruizione dell'osservatore sentimenti di tristezza e di rivalsa, a volte, senza speranza alcuna. L'immagine ricorrente di donne asettiche e spente nella loro femminilità, immerse sempre in contesti di mesta sopravvivenza, collocate nella propria sfera lavorativa spesse volte umiliante e frustrante dove oggetti di tipo comune, come la macchina per cucire e cose di questo genere, contribuiscono a fornire tasselli di vita quotidiana tutt'altro che gioiosi; le figure maschili,invece,vengono deformate volutamente dalla mano dell'artista per meglio dichiararne il pathos che le caratterizza. Quel pathos tanto caro agli artisti espressionisti quale testimonianza di una condizione interiore esistenziale e sempre in preda dei fantasmi e dei misteri che avvolgono il quotidiano dell'artista stesso nel difficile percorso della pratica dell'arte. Clementina Crocco |



Presentato da Vincenzo M. Frungillo, "L'oscuro fiore dell'arte" ci viene proposto come un dialogo a tre voci: quella di Prisco De Vivo, l'artista in questione, e quelle di G. P.Santella ed E. Rega, due intellettuali della terra vesuviana come lui stesso.