| Comunicato scomparsa Antonio Madonna |
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AD UNA SETTIMANA DALLA SCOMPARSA DEL PITTORE ANTONIO MADONNA
La scomparsa di Antonio Madonna rappresenta una perdita notevole per la pittura figurativa partenopea. All'interno dell'attuale scenario, infatti, esistono diversi validi artisti che si cimentano con profitto nella figurazione, tuttavia Antonio Madonna è uno degli ultimi eredi “diretti” di quella grande tradizione che affonda le sue radici nella scuola di Posillipo. La scomparsa di Antonio Madonna, inoltre, rappresenta una notevole perdita per la città che gli ha dato i natali, Torre del Greco. Perché sia in veste di artista, che di cittadino, il Pittore ha sempre avuto un rapporto privilegiato con Torre del Greco, continuando ad amarla e ritraendola indefessamente nei suoi dipinti. E, come tutti gli innamorati, non ha mancato di riprodurre un'immagine idealizzata dell'amata, omettendo le brutture e le cicatrici che il tempo ed il “progresso” hanno inferto alla città del corallo. E la città, nel momento della scomparsa, ha saputo dare il giusto tributo a questo suo illustre figlio. Alla toccante cerimonia funebre, tenutasi nella Pontificia Basilica di Santa Croce, erano presenti gli amici, gli artisti (Raffaele De Maio, Vincenzo “Giggiano” Borriello e Salvatore Flavio Raiola lo hanno ricordato con toccanti parole), gli “scugnizzi” nati come lui lì, nel pulsante cuore storico della città (Antonio Madonna ha trascorso la sua infanzia a Via Comizi) e gli amatori della pittura del Maestro. Anche l'amministrazione comunale ha riconosciuto la grandezza dell'artista, dimostrandosi particolarmente sensibile in occasione del luttuoso evento. Il cantore delle marine di Torre del Greco è dunque scomparso, ma non sono scomparse le sue opere, che rimarranno nel tempo a testimoniarne la grandezza artistica. Perché non va dimenticato che la produzione di Antonio Madonna, sviluppandosi lungo un itinerario artistico di quasi ottanta anni, possiede una sconfinata ricchezza di momenti, di idee, di ricerca. Sarebbe suggestivo possedere un luogo in cui conservare la memoria di questo artista, osservare le differenze stilistiche tra le opere degli anni cinquanta, di profonda sperimentazione, i dipinti degli anni sessanta e settanta ed il periodo più noto al grande pubblico che inizia con i primi anni ottanta. Sarebbe bello perché mantenere vivo il ricordo di questo artista, significherebbe mantenere viva una parte di Torre del Greco che non esiste più, che forse non è mai esistita, ma che vive e sopravvive nel ricordo collettivo. Sarebbe bello perché significherebbe che la società civile, pur proiettata nel futuro, non vuole perdere il suo legame col passato. Sarebbe bello perché significherebbe che la città non perde un altro pezzo della sua identità. Un anonimo ammiratore dell'artista ha scritto su un manifesto funebre affisso presso la sua “casa pubblica”, il Centro d'Arte Mediterranea, “La città perde un pezzo della sua anima”. E' importante che tutto questo non si avveri. Se, infatti, la perdita dell'uomo è dolorosa, ma è nell'ordine naturale delle cose, la perdita dell'artista sarebbe un danno irreparabile. Centro d'Arte Mediterranea Torre del Greco |





